Mentre scrivo questo articolo, centinaia, anzi migliaia di persone, sono inchiodate davanti a Facebook in attesa che Conte dica quando e come potremmo ricominciare ad accogliere i nostri ospiti, probabilmente anche tu.

In questi due mesi, a vari livelli, molti "Guru" hanno spiegato cosa fare e come fare per essere pronti alla ripartenza. Ma adesso tocca davvero a te, sei pronto?

Di la verità, quanti questionari e quante proiezioni hai letto su cosa VUOLE il nuovo viaggiatore?

Io addirittura a distanza di qualche giorno ho letto tutto e il contrario di tutto, "Gli italiani non avranno ne ferie ne soldi per viaggiare" recita il Messaggero; "La Sardegna sarà la regione dove tutti vorranno andare", scrive il blog  SiViaggia; "Il turismo di prossimità è senz'altro la strada da percorrere" annuncia il Sole24 ore; "Il turismo di prossimità non ha i numeri sufficienti per sostenere l'economia del turismo" dice il Presidente della Regione Sicilia...

Ma allora cosa succederà davvero questa stagione 2020?

Io mica lo so, non sono un "Guru".

Sono sicura, come studiosa di economia, che dopo ogni grande crisi accadranno due cose:

1. Si creeranno grandi opportunità
2. Si ripulirà il mercato dagli improvvisati

Oggi il comparto del turismo e tutto l'indotto rappresentano il 15% del PIL italiano, in questo momento si sta registrando una perdita stimata di 7,4 miliardi di euro.

Quindi la stagione 2020 è pratica CHIUSA?

Troppo difficile dare questa risposta, l'anomalia di quanto accaduto è talmente grande, senza precedenti, con variabili immense, tutte ancora collegate a decisioni che prenderanno gli Stati della comunità Europea nel tempo e durante la stagione in corso.

Oggi, mancano ancora alcuni elementi fondamentali per pensare a come dovrà essere gestita la ripresa dei flussi turistici, perché se viene messo forzatamene in discussione il senso di piacere e di leisure della vacanza, viene a mancare un elemento chiave del viaggio. Anche Conte non si sbilancia in merito.

Ma guardiamo un pochino questa proiezione:


Emerge che solo un 30% conferma che andrà in vacanza, in quel 70% che teme di non andare, ci sono tutti gli indecisi che non si vogliono sbilanciare, quelli che non hanno più ferie, quelli che hanno paura di ritrovarsi in questa situazione e non vogliono impegnare le risorse per la vacanza.

La percezione del singolo viaggiatore dipenderà da molti fattori, non ultimo il fatto di come ogni struttura e ogni destinazione racconterà la propria capacità di garantire la sicurezza ai suoi ospiti. 

Inoltre sono convinta che si andrà alla ricerca di "Regioni Sicure" con "Ampi spazi incontaminati" di "Piccoli borghi".

A questo proposito vi voglio segnalare il fantastico lavoro del mio amico Andrea Petroni che con "Racconta il tuo borgo", pensando al futuro del turismo. sta creando questo fantastico libro.

Quindi la soluzione sarà "Turismo di prossimità"?


Secondo gli esperti non ci sono i numeri affinché questo possa accadere.
Senza la riapertura dei voli internazionali non si potrà tornare a fare numeri degni di questo nome.

Cosa possiamo fare allora?

Io credo sia doveroso, per una volta, pensare di anticipare la stagione 2021 e cambiare le regole del gioco, in un settore che comunque non potrà recuperare i numeri persi in un solo anno.

Come tradurre tutto queso in opportunità?

Provare a stravolgere il mondo dell'accoglienza e portarlo finalmente nella giusta rotta.

Come si fa?

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Nel prossimo articolo inizierò a parlarti di azioni concrete da mettere in atto da subito nella tua azienda.

Stefania Salvatore

Consulente di marketing turistico